Migliore compostiera

95
Compostiera e compost

Scoprire come funziona la compostiera domestica e usarla, significa riuscire a ridurre i rifiuti organici e anche a produrre concime. La compostiera, detta anche biocompostiera, è un contenitore che raccoglie rifiuti organici per attivare un processo di decomposizione aerobica.

Lavora in modo tale da favorire la decomposizione del materiale organico. Viene utilizzata per produrre il compost, che si ottiene attraverso numerosi batteri come mesofili, termofili, psicrofili, actonomiceti e lombrichi che trasformano queste sostanze nel prodotto fertile. Questo prodotto viene appunto chiamato compost.

Offerte compostiere online

31,36€
disponibile
26 nuovo da 24,00€
al 18 Gennaio 2020 12:16
36,40€
disponibile
12 nuovo da 26,90€
al 18 Gennaio 2020 12:16
37,00€
disponibile
9 nuovo da 37,00€
al 18 Gennaio 2020 12:16
89,00€
99,00
disponibile
1 nuovo da 89,00€
al 18 Gennaio 2020 12:16

È possibile comprare la compostiera da giardino o industriale nei negozi specializzati del settore. Anche on-line si trovano numerose offerte per la giusta compostiera.

Prima di comprarla è opportuno decidere dove collocare la compostiera, così da ottimizzare i risultati. Un altro passo cruciale è capire come gestirla e soprattutto, come funziona.

Una volta acquistata e verificati tutti i componenti per la giusta direzione e per un buon sistema di blocco, bisogna iniziare ad attivarla creando un composto con strati alternati tra rifiuti organici secchi e rifiuti organici umidi.

Man mano poi l’intero compost in formazione, va verificato. Nel giro massimo di un anno avrete il fertilizzante pronto per le vostre attività da pollice verde.

Come realizzare una compostiera

Per realizzare una compostiera fai da te, si può costruire in esterno con dei vecchi bancali, dei mattoni o delle assi in legno. I rifiuti organici vengono inseriti in questo contenitore e danno luogo ad un fertilizzante naturale.

Per fare in modo che funzioni, bisogna costruire un cilindro, ad esempio, con una rete metallica di maglie di massimo un centimetro. Il tutto va bloccato con delle fascette in plastica e poi si utilizza un nastro telato adesivo.

Si fanno le basi e viene utilizzato anche magari, del legno trattato per coprire l’intero involucro. È bene creare sotto, uno scomparto in cui sia facile lasciar scorrere il prodotto fertilizzante quando sarà pronto.

Come attivare una compostiera

Per attivare una compostiera è necessario inserire i rifiuti creando uno strato alternato tra quelli secchi e quelli umidi. Mano mano, è opportuno fare molta attenzione anche a risolvere una serie di problemi che si possono creare.

Tra le difficoltà principali, ad esempio, potrebbe esserci il problema di emissioni di odori. Non devono mai essere sgradevoli. Quindi bisogna mescolare bene tra i rifiuti secchi e quelli umidi, in modo tale da riuscire a contenere eventuali emanazioni poco piacevoli.

Questo tipo di sistema terrà lontano anche gli insetti non graditi o i moscerini. È anche possibile comprare una compostiera già pronta, direttamente nei negozi specializzati nel mondo del giardinaggio e del fai da te. Aiuterebbe a risolvere i problemi di gestione del compost.

A che cosa serve la compostiera

La compostiera viene utilizzata per mettere in campo il processo di compostaggio. Si tratta di un processo di riciclaggio di rifiuti organici attraverso cui, si punta ad ottenere un fertilizzante naturale molto alto da un punto di vista qualitativo. Tale sostanza fertilizzante viene chiamata compost.

Grazie ai rifiuti organici, che rappresentano circa il 40% di quelli prodotti da ognuno, è possibile ottenere un compost che aiuta anche nella coltivazione terriera e nella cura del proprio spazio verde. Facendo compostaggio in modo corretto, il prodotto che se ne deriva è il compost migliore possibile. Il fertilizzante viene fatto con la decomposizione di materiali organici biodegradabili.

Cosa mettere nella compostiera

Quali sono i materiali organici che si possono mettere in una compostiera? I materiali che possono essere messi in un contenitore per fare compostaggio possono essere suddivisi in secchi. Parliamo cioè di foglie, paglia, truciolato, cortecce, carta da cucina, carta comune e cartone. Vi possono essere inseriti però anche materiali umidi.

Tra questi tipi di rifiuti si trovano scarti di verdura e frutta, filtri di te, fondi di caffè, gusci di uova e non solo, ossa, sfalci d’erba e pane. Per l’azione di una serie di funghi, batteri, lombrichi ed insetti presenti, questi elementi iniziano a decomporsi.

Gli organismi citati lavoreranno in modo tale da decomporre i resti vegetali e animali e trasformare tutto in un unico prodotto ottimale per la cura del verde. La compostiera quindi, non fa altro che riprendere in uno spazio ristretto il ciclo della natura.

La cosa importante è inserire solo questi tipi di prodotti all’interno del contenitore ideato per il composaggio, ovvero rifiuti organici, scarti umidi e secchi. Vediamo nel dettaglio quali sono gli elementi specifici da poter inserire in una compostiera.

Tutti i rifiuti che possono andare all’interno della compostiera

Nella compostiera è possibile inserire:

  • gli avanzi di cucina, come bucce, pane secco, uova, residui di pulizie di verdure o di frutta;

  • fondi di caffè o di tè;

  • scarti di orto o di giardino come sbalzo di prati, fiori, gambi, foglie e legno di potatura;

  • materiali biodegradabili come cartone, trucioli, segatura non patinata e legna non trattato.

In piccola parte è possibile anche inserire in una compostiera altri tipi di prodotti come:

  • foglie di piante non particolarmente degradabili come gli aghi di pino, il castagno, la magnolia, il lauroceraso, che vanno miscelati bene con materiali più biodegradabili;

  • avanzi di cibo animale o quelli cotti che possono essere inseriti solo in piccola quantità. Se si esagera, finiranno per attirare altri tipi di insetti e non solo i decompositori;

  • lettiere per cani e gatti, a meno che non si ottiene l’igenizzazione con un compostaggio corretto a temperature elevate.

E’ invece assolutamente vietato inserire riviste, metalli, vernici, tessuti, legno verniciato, piante malate o farmaci scaduti.

Le principali regole del compostaggio

Per ottenere un compostaggio fatto in maniera corretta è necessario seguire una serie di regole fondamentali. Innanzitutto, la compostiera deve essere messa in penombra, ovvero in un luogo che non sia eccessivamente esposto al sole perché altrimenti gli scarti organici, soprattutto nel periodo estivo, potrebbero seccare.

Non deve essere però neanche messa completamente all’ombra perché altrimenti si rischia di far gelare gli scarti organici nel periodo invernale. Lo strato di fondo deve essere preparato per garantire il passaggio dell’aria.

E’ bene sottolineare che gli scarti organici vanno messi in maniera regolare, modo tale da alterare lo strato umido con quello secco.

Man mano il compost deve essere rivoltato con un forcone in uno specifico periodo. Ogni due settimane nel primo mese deve essere girato a intervalli maggiori e poi, bisogna sempre controllarlo e smuoverlo. Solo smuovendolo si riusciranno ad evitare che inizino cattivi odori.

L’importanza dell’umidità nella fase di compostaggio

Per fare in modo che il prodotto venga realizzato in maniera corretta, è bene innaffiarlo ma non con troppa acqua. L’obiettivo è raggiungere la giusta umidità. Bisogna fare infatti una “prova dell’umidità”, per capire se si sta innaffiando in maniera corretta. Basta andare a prendere una manciata di compost e stringerla ben stretta tra le mani.

Se gocciola, allora nel prodotto vi è troppa umidità e vanno aggiunti prima possibile dei rifiuti secchi. Se invece il palmo della mano è troppo asciutto, allora è necessario annaffiare ulteriormente il prodotto.

Per favorire una trasformazione rapida dei rifiuti in compost, i pezzi grossi degli scarti non devono mai essere inseriti direttamente nel contenitore. E’ bene piuttosto spezzarli così da favorire e velocizzare il processo di decomposizione.

Come si capisce quando il compost è pronto

In genere, affinché il compost possa essere pronto per l’utilizzo e per poterlo considerare maturo, occorrono dagli 8 ai 10 mesi. Al di là del tempo però, per riconoscere il momento opportuno bisogna verificare due caratteristiche.

Innanzitutto il prodotto fertilizzante avrà un profumo di terriccio ed anche un gradevole colore scuro. In più, il materiale iniziale con sui è stato realizzato non si deve riconoscere più.

L’aspetto di un fertilizzante corretto è piuttosto soffice. Prima di capire se è stato realizzato in maniera corretta oppure no, si può anche separare la parte già pronto con quella aveva non ancora utilizzabile.

Come? Basta aiutarsi con un setaccio che farà passare solo il materiale più fino, trattenendo gli scarti che non sono stati ancora decomposti. In questo modo non si commetteranno errori e si userà il compost di alta qualità per il proprio spazio verde o per l’orto!

Come funziona il compostaggio domestico

Il compostaggio domestico funziona come una sorta di macchina biologica, assolutamente naturale. I prodotti inseriti all’interno della compostiera saranno trasformati dai batteri che si trovano nel terreno e negli scarti. La sostanza organica viene degradata e trasformata, ma per fare in modo che ciò accada è necessario che i batteri possano avere l’ossigeno presente nell’aria. Ecco perché la compostiera deve essere sempre areata. Sono batteri aerobici che non potrebbero dar luogo alla fermentazione, senza questo tipo di attività.

La fase finale del compostaggio domestico

Il compostaggio andrà alla fine a degradare le molecole organiche complesse dei composti chimici stabili. Quindi alla fine della procedura, assolutamente naturale, si creerà una sostanza fertilizzante molto utile.

E’ un toccasana per vari tipi di terreni. Visto che l’attività dei batteri è molto alta e presuppone un dispendio energetico non indifferente, la temperatura all’interno della compostiera aumenta e si crea un effetto di pastorizzazione. Una procedura molto simile a quella che avviene anche per il latte.

Tutti i microrganismi dannosi che si trovano negli scarti vengono come igienizzati e purificati. Da questo iter quindi viene fuori un materiale naturale che prenderà soltanto la parte positiva di tutto quello che è stato inserito nella compostiera.

Un compost così realizzato può essere utilizzato per migliorare la produzione di un terreno.

Come può essere utilizzato il compost

Il compost che viene fuori da una compostiera domestica può essere utilizzato in vari modi. Innanzitutto, per la fertilizzazione di fondo in aggiunta ad un terriccio già acquistato. Tali terricci, molto spesso non hanno molta fertilità perché poveri di sostanze organiche.

Generalmente, il compost va aggiunto in una grande quantità affinché funzioni. Può anche essere sfruttato per la manutenzione dei tappeti erbosi e per riseminare dei prati degradati.

Talvolta il compost, viene utilizzato anche nella floricoltura in un contenitore come un vaso o una fioriera per fare in modo che faccia crescere i fiori in forza e vigore.

Talvolta, inoltre questa sostanza può essere anche ideale per l’impianto di alberi o arbusti dando gli elementi nutritivi necessari alla crescita della pianta.

Basano anche 5 o10 cm di compost sul fondo della buca, da mescolare al classico terreno per avere un effetto ottimo anche dopo l’impianto.

Infine, il fertilizzante ottenuto dal compostaggio può essere utilizzato anche come supporto nell’orticoltura con una dose di circa 5 kg di compost per metro quadro che va mescolato affettato con il terreno, per garantire una crescita equilibrata delle piante.

Quali sono i vantaggi del compostaggio

Il compostaggio ha una serie di vantaggi che vale la pena considerare. Innanzitutto, fare compostaggio significa risolvere il problema dei rifiuti organici che rappresentano circa il 40% dei rifiuti prodotti da ognuno.

Risolvere il problema rifiuti in tal modo, significa di evitare di riempire le discariche e quindi, il costo del trasporto di rifiuti si ridurrà sensibilmente.

Il compostaggio in più, garantisce anche la realizzazione di un prodotto che è ottimo per la fertilità del suolo ed è compatibile con l’ambiente sotto tutti gli aspetti.

Il compostaggio offre anche grandi risparmi in termini economici, rispetto all’acquisto di fertilizzanti di tipo chimico o di specifici terricci.

Il tipo di compostaggio che viene fatto, dipende anche dalla compostiera che viene comprata, come viene posizionata e se viene rispettato tutto l’iter una volta che si è scelta quella migliore.

Quale compostiera comprare

Se vi state chiedendo quale compostiera scegliere per il vostro giardino, è bene sapere che esistono una serie di parametri da valutare per l’acquisto di questo prodotto.

Le compostiere più adatte per svolgere il compostaggio domestico sono quelle che riescono ad essere economiche e semplici, allo stesso tempo.

Per chi decidesse di realizzarla con le proprie mani, è bene seguire una serie di semplici regole. Vi sono generalmente 4 modi per installare una compostiera:

  • Una compostiera fatta da mucchi e cumuli;

  • Una compostiera fatta da un contenitore grigliato;

  • Una compostiera realizzata con traverse e sbarre;

  • Una compostiera in contenitore ad hoc di tipo casalingo o industriale;

La compostiera in mucchi e cumuli

La compostiera fatta in mucchi è in pratica, realizzata mettendo in una parte del giardino tutti i rifiuti specifici che andranno a formare il compost. Di solito vengono al massimo coperti con una pellicola di plastica forata.

Questo sistema ha il vantaggio di non prevedere alcun investimento e permette anche di allargare lo spazio quando si ritiene opportuno.

E’ ottima per realizzare del buon compost, ma richiede che chi la installa deve avere tanto spazio perché altrimenti non vi è la possibilità di realizzare la procedura con questo metodo.

Tale tipo di compostiera è facilmente estendibile rispetto ad altri generi di contenitori.

I contenitori grigliati per la compostiera

La scelta di installare un contenitore grigliato per la compostiera può essere fatta sia se è realizzata fai da te, che se acquistata.

Questo tipo di contenitore non richiede molto spazio. Sono molto economici: basta comprare una griglia flessibile da piantare nel terreno, altrimenti trovare un modo per costruirla da soli con assi di legno trattato.

Lo svantaggio di questo tipo di compostiere è che quando ci sono delle aperture troppo grosse, il processo di macerazione potrebbe fermarsi e l’essiccamento potrebbe arrivare in maniera inaspettata.

La compostiera con le traverse e con le sbarre

È possibile comprare o fare da soli questo tipo di compostiera che generalmente, viene fatta con legno trattato, metallo e cemento. Sono contenitori con traverse e sbarre che non hanno bisogno di particolare spazio. Per farla da soli è opportuno, avere una buona dose di manualità o altrimenti si rischia di non costruire per bene.

La cosa importante quando si vuole realizzare da soli questo tipo di prodotto è di non lasciare troppo spazio tra una traversa e l’altra altrimenti, c’è il rischio di essiccamento per il compost.

Andare poi a rimuovere il compost più in basso, può essere faticoso per questo tipo di compostiere. Questo è uno svantaggio.

Talvolta potrebbe essere utile creare un vano sottostante per recuperare più facilmente il prodotto fertilizzante finale.

La compostiera industriale o domestica in contenitori ad hoc

In commercio esistono diversi tipi di compostiere di tante dimensioni e forme. Possono essere utilizzate sia a fini domestici, ma anche industriali o commerciali. Tra i modelli più evoluti ce ne sono alcuni che hanno anche un bio-trituratore. Il principale vantaggio di una compostiera da realizzare in un contenitore ad hoc è la sua comodità.

Però, ve ne sono tanti altri. Innanzitutto, tali contenitori “prefabbricati” hanno una sorta di raffreddamento interno fatto grazie ad una struttura chiusa che non crea problemi di essiccamento.

Vicino al suolo, le compostiere ad hoc, presentano delle aperture e dei piccoli vani che rendono molto più facile estrarre il compost alla fine del processo.

Questo tipo di prodotto però ha anche degli svantaggi. In alcuni casi, sono fatte male e quindi magari non danno il risultato sperato.

In altre occasioni, invece hanno dei costi molto alti e si deve sempre fare sempre attenzione al rispetto della corretta proceduta. Si deve verificare se riescono a garantire l’umidità equilibrata e una buona areazione per attivare la decomposizione nel modo giusto.