Aspirapolvere con sacco verde

Come scegliere l’aspirapolvere

Una delle domande che ci si pone quando si deve acquistare un aspirapolvere è: quale devo scegliere? E in base a quali caratteristiche? Vediamo di seguito cosa verificare.

Struttura

Il primo fattore da considerare nella scelta del migliore aspirapolvere a traino (così si definiscono quelli con un lungo tubo flessibile e il serbatoio/motore che viene trascinato dietro di sé) è senza dubbio quello della struttura perché è un punto di riferimento importante quando si vuole stabilire quale modello sia più adatto per la nostra abitazione.

Quindi bisogna tener conto in primo luogo del suo peso e delle sue dimensioni così come la sua posizione di riposo per capire se esso è idoneo agli spazi di casa nostra in cui pensiamo di conservarlo quando non è in uso. Il peso si considera soprattutto per capire se è adatto alle nostre forze. In particolare le case disposte su due o più livelli, con rampe di scale interne, non sono di solito l’ambiente ideale per un aspirapolvere a traino perché è piuttosto scomodo da reggere quando si passa la spazzola sui gradini.

E’ importante considerare anche la lunghezza massima del manico considerando l’eventuale presenza di prolunghe accessorie di particolare interesse per chi vuole usare l’aspirapolvere anche per liberarsi dalle ragnatele sui mobili o sulle parte alte dei muri.
La lunghezza del tubo, invece, insieme a quella del cavo, è un fattore da considerare se ci si vuole fare un’idea del raggio d’azione di un aspirapolvere e cioè la distanza che esso è in grado di coprire a partire dalla presa di corrente a cui è attaccato.

Non sono poi da trascurare piccoli dettagli di design che possono fare la differenza in termini di agilità e comodità perché, per esempio, una buona impugnatura ergonomica del manico renderà meno stancante passare la spazzola sulle superfici mentre le caratteristiche dello sterzo possono rendere più o meno fluido il movimento del motore a traino dietro di noi anche nei cambi di direzione repentini. La dimensione, l’inclinazione e l’eventuale rivestimento delle ruote contribuiscono poi alla facilità di sterzo e alla capacità di passare sopra ai piccoli ostacoli come ad esempio un cavo o un piccolo dislivello. Ruote più grandi e gommate oltrepassano infatti tali ostacoli con maggiore facilità e le ruote inclinate facilitano di molto lo sterzo.

Spazzole e bocchette

Un altro fattore davvero molto importante da considerare è l’arredo di casa quando scegliamo il nostro nuovo aspirapolvere perché deve essere adeguato alle bocchette e spazzole in dotazione. A seconda del tipo di pavimenti che abbiamo o della presenza o meno di tappeti sarà importante considerare quali spazzole ci sono a disposizione perché  alcuni modelli prevedono una spazzola universale adatta per tutte le superfici mentre altri invece forniscono spazzole diverse da montare a seconda della superficie da trattare. Potremmo allora trovare nella confezione una spazzola per i pavimenti duri, una per il parquet e una con setole per tappeti e moquette.

Un ulteriore bonus sono poi le bocchette per operare su superfici e in spazi angusti come ad esempio una bocchetta a lancia per intervenire sulle fessure o, ad esempio, sulla plancia dell’auto oppure ancora una bocchetta a T per imbottiti adatta sia a divani e poltrone sia ai sedili della nostra macchina. Trovare degli strumenti che si adattino alle nostre esigenze domestiche rendono migliore il nostro acquisto.

Altri accessori possono essere tubi di prolunga utili per raggiungere comodamente gli angoli del soffitto e liberarli dalle ragnatele oppure bocchette con spazzole morbide adatte a spolverare le mensole e i mobili di legno senza rigarli.

Oltre alla varietà degli accessori sarà bene comunque valutarne anche la qualità e la cura del design e per questo è utile ad esempio sapere se è possibile montare bocchette accessorie sul tubo o sul motore per averle sempre a portata di mano oppure se le bocchette hanno elementi integrati che permettono di adattarle con un semplice gesto a diverse superfici.

Consumi e prestazioni

Altro  fattore molto importante da considerare quando si sta pensando all’acquisto di un aspirapolvere a traino è quello relativo ai consumi e alle prestazioni. Tutti gli aspirapolvere oggi hanno l’etichettatura energetica europea e proprio questo corredo ci permette con un solo colpo d’occhio di capire quanto consuma un aspirapolvere ma anche quali prestazioni offra sui pavimenti duri e sulle superfici morbide.

L’etichettatura energetica quindi assolve lo scopo di rendere note ai consumatori informazioni inerenti il consumo energetico e il dispendio annuo legati all’utilizzo dell’aspirapolvere. Fornisce inoltre utili informazioni circa le prestazioni dell’elettrodomestico stesso.

Osservando nella metà superiore dell’etichetta energetica risalta la scala colorata delle classi di efficienza energetica: queste vanno da A (la barra verde più corta) a G (la barra rossa più lunga). Intuitivamente, alla classe A appartengono gli aspirapolvere dai consumi inferiori mentre nella fascia G rientrano quelli più energivori, cioè quelli che consumano più energia elettrica e che quindi incidono maggiormente sulla nostra bolletta.

Una freccia nera recante la classe di efficienza energetica, all’altezza della fascia corrispondente, indica a quale classe appartenga il modello che stiamo valutando.
A determinare la collocazione nell’una o l’altra classe di efficienza energetica è il consumo medio annuo che per gli aspirapolvere viene stimato in base ad un utilizzo-tipo annuo. Logico che i consumi effettivi potranno essere maggiori o minori in base a come e con quanta intensità ognuno/a utilizza l’aspirapolvere.

Tra le informazioni contenute nella metà bassa dell’etichetta energetica, il consumo medio annuo è una delle più prominenti e viene espresso in kWh/anno (kWh consumati in un anno e idealmente dovrebbe essere il più basso possibile).

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Quanto consuma un aspirapolvere?

Un aspirapolvere che appartenga alla classe A (la più alta nella scala internazionale) può consumare tra i 10 e i 16 kWh/anno. Un apparecchio della classe B può invece avere un consumo annuo tra i 16 e i 22 kWh/anno mentre uno appartenente alla classe C dovrebbe stare intorno ai 26 kWh/anno. Ribadiamo che questi numeri sono naturalmente indicativi perché in larga parte il consumo dipende dalla frequenza di utilizzo e dall’intensità dell’aspirazione selezionata.

L’attuale regolamentazione europea prevede che i consumi annui vengano stimati su 50 pulizie dalla durata di 60 minuti ciascuna. Dal 1 settembre 2017 il consumo medio annuo di un aspirapolvere si deve inoltre mantenere al di sotto dei 43 kWh/anno.

Quanto è importante la potenza dell’aspirapolvere?

Certo, per valutare le prestazioni di un aspirapolvere bisogna considerare diversi fattori. Considerare soltanto la potenza dell’aspirapolvere per stabilire la capacità di un prodotto di catturare lo sporco e trattenerlo al suo interno non basta.

Contano anche il tipo di spazzola, la tecnologia della raccolta polvere (ciclonica o con sacco) e la tipologia di filtro e spesso questi elementi sono più decisivi del semplice dato relativo ai watt. Essi possono infatti determinare la capacità di pulire diverse superfici, la comodità di utilizzo dell’apparecchio e il livello di igiene in grado di garantire. Un approccio basato esclusivamente sulla potenza elettrica poteva forse andar bene un decennio fa quando il livello tecnologico degli aspirapolvere era ancora a un livello precedente.

Oggi sul mercato si possono trovare prodotti progettati per rendere al massimo sia dal punto di vista delle prestazioni che in termini di consumi energetici. Se fino a qualche anno fa la media della potenza elettrica poteva variare tra i 1200 e i 2000 watt, progressivamente le aziende produttrici hanno abbassato questi valori e questo soprattutto per rispondere a criteri di efficienza energetica.
Osservando i dati relativi alla potenza degli aspirapolvere di ultima generazione possiamo constatare come essi sono mediamente compresi tra i 400 e i 900 watt.

Una differenza piuttosto significativa con gli apparecchi di vecchia generazione che ci consente in un certo modo di rispondere alla nostra domanda iniziale e cioè che la potenza elettrica è sempre meno importante per valutare l’efficienza di un aspirapolvere.

Quindi, per fare un esempio, un apparecchio da 900 watt ma dotato di pochi accessori e magari di un sistema di filtrazione scadente sarà sempre peggiore di un modello da 450 watt con un kit di accessori ampio e un filtro HEPA 14 (uno dei migliori attualmente disponibili). Inoltre un aspirapolvere con una potenza elettrica inferiore ma che si posiziona nella classe di efficienza energetica A della scala europea può garantire dei consumi molto inferiori rispetto a un modello estremamente potente dal punto di vista elettrico ma che non garantisce la stessa efficienza e in aggiunta pesa di più sulla bolletta.

Prestazioni

L’efficacia dell’aspirapolvere viene quindi indicata sull’etichetta energetica europea e proprio su di essa, un semplice diagramma ci informa della classe di efficienza sia sui pavimenti duri sia su tappeti e moquette. Così come per il consumo energetico, anche qui la scala va da A (prestazioni eccellenti) a G (prestazioni scarse).

La classe A significa che vengono aspirati efficacemente tutti i residui accumulati nelle fessure tra le piastrelle e tra le fibre dei tappeti e si hanno prestazioni buone e abbastanza approfondite fino alla classe C mentre, al contrario, la classe G rappresenta una capacità aspirante in grado di rimuovere solo lo sporco in superficie senza riuscire a intervenire efficacemente sulle fughe e tra le fibre dei tappeti.
Mediamente, i migliori aspirapolvere avranno una classe di efficienza sui tappeti di tipo C o B mentre una classe di efficienza A sui pavimenti duri si potrà trovare anche tra modelli di fascia più bassa.

Caratteristiche serbatoio

Quando parliamo di caratteristiche del serbatoio ci riferiamo in primo luogo alla capacità del contenitore di qualunque tipo esso sia perché la sua grandezza può determinare quanto a lungo si possa usare l’aspirapolvere prima di dover svuotare il recipiente o cambiare il sacchetto. Una capacità superiore ai 2 l può essere interessante per chi ha un’abitazione grande ma si deva anche precisare come, naturalmente, a maggiore capacità del serbatoio corrisponderanno anche dimensioni e ingombro maggiori.

Ma consideriamo anche la tecnologia adottata dal serbatoio perché ci sono due tipologie che si possono trovare in commercio e ognuna ha i suoi punti di forza o di debolezza a seconda delle proprie esigenze: i serbatoi con sacchetto e i serbatoi ciclonici.

Serbatoio a sacchetto

La più tradizionale e di lungo corso tra le tecnologie oggi disponibili è il serbatoio a sacchetto che accumula lo sporco aspirato in sacchetti di carta o tessuto che fungono anche da filtro ma che vanno poi sostituiti una volta riempiti completamente.

Il vantaggio di questa tecnologia è che solitamente questo tipo di serbatoio offre, a parità d’ingombro, una maggiore capacità di accumulo ed è necessario pensare a cambiare il sacchetto solo quando questo è pieno, dopo svariati utilizzi dell’aspirapolvere a traino. Mediamente, la capacità dei sacchetti è infatti tra i 3 e i 4 l, permettendo così di pulire i pavimenti anche delle abitazioni più grandi senza bisogno di cambiare sacco. Inoltre, gli aspirapolvere a sacco costano in generale di meno rispetto all’altra tipologia.

Tra gli svantaggi dobbiamo menzionare ovviamente il costo ricorrente derivante dal dover mantenere una scorta di sacchetti di ricambio e il fatto che la potenza aspirante vada riducendosi sensibilmente man mano che il sacchetto si riempie. Inoltre, in generale, a parità di potenza aspirante rispetto all’altra tecnologia che vedremo, gli aspirapolvere con sacco richiedono maggiore potenza, e quindi maggiori consumi.

Serbatoio ciclonico

Il serbatoio ciclonico rappresenta l’ultima innovazione in fatto di aspirazione. Il principio di funzionamento è semplice visto come il flusso d’aria aspirata viene convogliato nel serbatoio in modo da formare un piccolo “ciclone” all’interno di esso il cui movimento a spirale crea naturalmente un risucchio che coadiuva l’azione aspirante del motore. Grazie a questo semplice principio fisico, gli aspirapolvere ciclonici possono offrire eccellenti prestazioni di aspirazione anche con un motore meno potente rispetto all’altra tipologia.

Tra i vantaggi di questa tecnologia dobbiamo quindi considerare il risparmio energetico rispetto agli altri tipi di aspirapolvere oltre all’assenza dei costi ricorrenti dovuti all’acquisto dei sacchetti. In molti casi, poi, lo svuotamento del serbatoio, che può essere effettuato direttamente nel bidone della spazzatura, può avvenire evitando completamente il contatto con lo sporco raccolto.

Gli aspetti negativi, invece, comprendono la minore capacità, come abbiamo già accennato perché un serbatoio ciclonico può andare da 1 a 2,5 l e necessita quindi di venire svuotato spesso. Questo può avvenire indicativamente ogni 3-4 utilizzi per i recipienti più grandi e ogni 2-3 per i piccoli perché anche nel caso dei serbatoi ciclonici, la potenza aspirante va calando con il riempimento anche se in maniera molto meno drastica rispetto agli aspirapolvere con sacco.

Filtrazione

Ultima considerazione, ma non meno importante è capire di quali e quanti filtri sia equipaggiato un aspirapolvere a traino e in particolare se in casa ci sono persone che soffrono delle più comuni allergie (pollini, acari, peli). Per queste ultime, infatti, possono essere molto interessanti gli aspirapolvere dotati di filtri ad alta efficienza capaci di trattenere la quasi totalità delle particelle più piccole tra le quali rientrano batteri e allergeni. Vediamo quindi quali sono i filtri di cui un aspirapolvere può essere dotato.

Filtri semplici

Nell’aspirapolvere più semplice, i filtri sono solitamente due con uno costituito da una fitta retina di plastica in grado di bloccare i detriti più grandi quali briciole e capelli mentre il secondo è costituito da un materiale simile alla carta piuttosto spesso e ricco di pieghe a cui è demandato il filtraggio della polvere più sottile. Negli aspirapolvere a sacco è appunto il sacchetto a raccogliere questo tipo di detriti insieme a buona parte delle polveri sottili.

Spesso a questi due livelli di filtrazione se ne aggiunge almeno un terzo costituito da un filtro-tampone in schiuma che protegge il motore dalle infiltrazioni di polveri residue.
Nella maggior parte dei casi, i filtri degli aspirapolvere moderni sono permanenti e lavabili ma può capitare come ad esempio nel caso dei filtri a carboni attivi, che alcuni vadano sostituiti periodicamente.

Filtri HEPA

Chi fosse interessato a una filtrazione particolarmente efficace dovrà per forza di cose prendere in considerazione gli aspirapolvere equipaggiati con un filtro HEPA. Questa sigla sta per High-Efficiency Particulate Air e contraddistingue un tipo di filtro originariamente sviluppato nel settore nucleare per prevenire l’inalazione di particelle radioattive e che oggi viene utilizzato in un vasto ventaglio di applicazioni.

I filtri HEPA sono in fibra di vetro pieghettati in maniera non dissimile dai filtri convenzionali e sono in grado di catturare il 99,97 per cento o più delle particelle e dei microorganismi dal diametro da 0,3 micron in su. La presenza di un filtro HEPA può contribuire ad innalzare il prezzo di un aspirapolvere.
Come nel caso dei filtri semplici, spesso anche i filtri HEPA sono permanenti e si possono lavare con acqua ma è bene non darlo per scontato e sincerarsi sempre se è necessaria la sostituzione periodica.

Classe di reimmissione delle polveri

In aggiunta alle considerazioni su quale tipo di filtro sia montato sull’aspirapolvere a traino è bene fare riferimento nuovamente all’etichetta energetica europea in grado di offrire anche in questo caso delle indicazioni utili per capire l’efficienza dell’aspirapolvere che intendiamo acquistare. L’ultima delle scale rappresentate sull’etichetta, dopo la classe energetica e le classi di efficienza su superfici dure e tappeti, è infatti quella della reimmissione delle polveri.

Si tratta sempre di una scala da A (prestazioni eccellenti) a G (prestazioni scadenti) in grado di illustrare quanta della polvere aspirata venga reimmessa nell’ambiente senza rimanere depositata nel serbatoio o catturata dai filtri.

Non deve sorprendere che non basti la presenza di un filtro HEPA a posizionare un aspirapolvere in classe A anche se essa sicuramente contribuisce, perché la tenuta del serbatoio è infatti un aspetto determinante della quantità di polvere che sfugge alla cattura e tra i filtri HEPA ci sono diverse classi di efficienza che non sempre sono specificate a chiare lettere. La raccomandazione per chi soffre di allergie è quindi di cercare sì un aspirapolvere con filtro HEPA ma di sincerarsi comunque come questo sia almeno in classe H13 e che la classe di reimmissione delle polveri sia molto alta, preferibilmente di tipo A.

Un’ultima considerazione riguarda la filtrazione con carboni attivi. Si tratta di un’ulteriore tecnologia che solitamente accompagna quella HEPA in grado di depurare l’aria attraverso l’impiego del carbone attivo. Questo materiale, grazie alla sua struttura altamente porosa, ha la proprietà di assorbire la maggior parte delle sostanze organiche e tra i suoi campi di applicazione troviamo infatti il controllo degli odori.

La presenza di un filtro a carboni attivi è quindi particolarmente rilevante per chi abbia animali in casa visto come permette di ridurre notevolmente i cattivi odori emessi dalle sostanze organiche presenti sul pelo dei nostri amici a quattro zampe.

Ma quali sono i materiali più importanti da considerare nello scegliere un aspirapolvere?

In linea di massima, i materiali di cui è composto un aspirapolvere sono abbastanza irrilevanti poiché tutti i prodotti di questo tipo sono assemblati in plastica per mantenere un peso il più leggero possibile.

Quello che può essere semmai interessante da valutare sono i dettagli quali i sistemi di aggancio delle varie parti, la loro robustezza o la loro flessibilità così da farsi un’idea se questi siano robusti o piuttosto soggetti a rotture premature. Un punto particolarmente critico è di solito proprio l’attacco della spazzola al tubo perché oltre a dover essere saldo deve anche permettere lo sterzo e l’inclinazione del tubo.

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Quanto è importante la marca di un aspirapolvere?

La marca (o il brand, per dirla in termini anglofoni) di un aspirapolvere è importante solo nel caso in cui si sia alla ricerca di un aspirapolvere di qualità elevata. Nel caso infatti dei modelli di fascia media e bassa è molto facile trovare prodotti pressoché equivalenti tanto tra i marchi più famosi quanto tra quelli meno conosciuti. Se si è quindi alla ricerca di questo tipo di aspirapolvere sarà possibile risparmiare qualcosa sull’acquisto rivolgendosi a un marchio minore.

Se però si ha bisogno di un aspirapolvere particolarmente efficace ed efficiente e in particolare per quanto riguarda la qualità della filtrazione e la reimmissione delle polveri, allora sono i marchi più prestigiosi a garantire un buon acquisto anche se naturalmente il costo sarà di conseguenza più elevato. Si pensi ad esempio agli aspirapolvere Samsung, Bosch o Electrolux.

Non bisogna poi dimenticare come normalmente i grandi marchi garantiscono un’assistenza clienti più capillare e facile da raggiungere insieme a una maggiore facilità di reperimento dei pezzi di ricambio mentre i marchi minori, soprattutto se d’importazione, possono essere più difficili da contattare in caso di bisogno.

Quanto è importante il prezzo dell’aspirapolvere?

Fatta la dovuta premessa che ognuno decide quale sia il proprio limite di spesa per l’acquisto di un aspirapolvere, a un prezzo maggiore corrisponde normalmente una più elevata qualità delle prestazioni complessive e questo può voler dire aspirazione, consumi e filtrazione.

Se, come detto, nella fascia di prezzo medio-bassa, al di sotto dei 150 € è possibile trovare prodotti pressoché equivalenti di qualunque marchio, tra i modelli di fascia alta, oltre i 300 €, si trovano i prodotti migliori in assoluto e in particolare per quanto riguarda la filtrazione e la reimmissione delle polveri.

Chi è alla ricerca di un aspirapolvere eccellente contro gli allergeni dovrà essere pronto a spendere una cifra elevata. Indicativamente, le fasce di prezzo e relative caratteristiche degli aspirapolvere che possiamo individuare sono le seguenti:

La potenza

Un aspetto che può incidere sul livello di rumorosità di un aspirapolvere è la potenza elettrica. È infatti naturale come un prodotto dotato di una potenza di 2000 watt risulti più rumoroso di uno da 700 watt. Tuttavia questo dato non è necessariamente determinante perché un aspirapolvere può essere progettato in modo tale da risultare silenzioso pur avendo una potenza elettrica molto elevata mentre un modello di fascia bassa da 700 watt può risultare particolarmente rumoroso.

Le spazzole

Un’altra ragione per cui la rumorosità dell’aspirapolvere può essere variabile è la tipologia di spazzola di cui dispone perché alcune spazzole rendono l’apparecchio più rumoroso di altri come ad esempio è probabile che aspirando con una spazzola per tappeti si registri un livello di rumorosità superiore rispetto a una spazzola per parquet. Un modello con spazzola a rullo motorizzata potrebbe quindi essere molto più rumoroso di un aspirapolvere dotato di una classica spazzola universale per superfici dure e tappeti.

L’intensità di aspirazione

In commercio si possono poi trovare aspirapolvere dotati di diversi livelli di aspirazione regolabili attraverso un apposito selettore. Come si può facilmente comprendere, maggiore sarà l’intensità di aspirazione selezionata e maggiore risulterà la rumorosità dell’apparecchio e questa può variare anche in modo significativo dal primo al terzo livello oppure dal minimo al massimo se il selettore è del tipo a rotella.

Bisogna quindi  partire dal presupposto che la tolleranza alla rumorosità è un fattore abbastanza soggettivo. Nessun aspirapolvere che si trovi sul mercato emetterà un rumore insopportabile ma alcuni modelli sono senza dubbio più silenziosi di altri. In linea di massima possiamo dire che un aspirapolvere potente e non particolarmente silenzioso ha un livello di rumorosità difficilmente superiore agli 84 dB. Al contrario, un apparecchio realizzato per essere silenzioso (talvolta lo sono quelli specifici per la pulizia del parquet) potrebbe avere una rumorosità intorno ai 60-65 dB.

 

Ultimo aggiornamento 2019-11-15 / Immagini da Amazon Product Advertising API / Blog recensioni affiliato Amazon