Neonato che strizza occhio

Come nasce un bambino

Come nasce un bambino? Il parto, il Big Bang della vita.

Per parlare del parto e di tutti o quasi i suoi aspetti, dobbiamo iniziare, facendo il punto su alcune informazioni fondamentali che dobbiamo avere sul parto stesso. Ci sono tante domande, dubbi e parole che si aggirano attorno quell’attimo unico, magico inimitabile e irripetibile quel il momento, in cui tutto si trasformerà  per sempre. Il momento in cui, il bambino, che sino ad allora era in tutta la sua totalità  parte integrante solo  della mamma, diventa “una realtà reale”,  da quel momento  assumerà un identità, un volto, un profumo. il parto  è  il big bang della vita :  la gravidanza termina ma la vita  di un bambino nel mondo esterno  ha inizio.
Durante tutta la gravidanza il bambino, grazie alle nuove frontiere della ginecologia ed ostetricia, attraverso ecografie sempre più realistiche, esami di vario genere, visite e screening prenatali e statistiche,  ci vengono svelate   tantissime informazioni( sesso, peso, lunghezza, forma del nasino etc etc) rendendolo gia parte integrante della nostra dimensione.  I casa Si accampano già dalla gestazione, teorie sulla somiglianza al papà o alla mamma, partono le prime toto scommesse sul sonno dei futuri genitori,su chi cambierà più pannolini, ma sarà solo al parto che tutto questo che già di per sé è vero, che tutto questo diventerà realtà. Il pancione è un po’ come la zucca di Cenerentola. Il principe sa che lei esiste, cosi come tutti quelli presenti al ballo ma sino a quando Cenerentola non indosserà quella scarpetta, lei resterà per tutti un grande mistero.
In tutto questo le mamme, che siano o meno al primo o al 20esimo figlio, continuano e continueranno a porsi domande sul parto, ed essendo donne le domande sono ovviamente tantissime.!
Partiamo dal principio e cerchiamo di capirci meglio :
• Cos’è il parto e quando avviene?
• Quali sono le principali fasi?
• Cosa succede nelle sue fasi?
Per definizione il parto in ostetricia si riferisce al momento esatto in cui avviene l’espulsione spontanea o attraverso l’estrazione strumentale del feto e di tutti degli annessi fetali( placenta, liquido amniotico cordone ombelicale) dall’utero materno.
Il parto è definito eutocico o fisiologico quando accade in modo spontaneo o naturale.
Distocico o non fisiologico tutte quelle volte in cui si rende necessario l’intervento del medico.
Altra classificazione del parto è data in base a quale periodo della gestazione questo avviene.
• Abortivo: prima della 22ª settimana (per la legge Italiana, il termine era 25 settimane + 5 giorni), in concomitanza al compimento della formazione della rètina (che è sostanza cerebrale), necessaria affinché lo stesso cervello si attivi per via dello stimolo luminoso.
• pretermine: sino alla settimana36 +6;
• A termine a partire dalla 37 ª settimana sino alla fine della 41ª settimana (41 + 6 giorni);
• Post-termine: dall’inizio della 42ª settimana.(42+0)
Il calcolo delle settimane e il conseguente calcolo della data presunta del parto si farà pertanto così: si prende come giorno di riferimento l’ultima mestruazione il cui primo giorno equivale al giorno 0 della settimana0, il giorno seguente sarà indicato come 0(settimana) +1(giorno) al raggiungimento del valore +6 scatterà una nuova settimana il cui primo giorno sarà indicato come 0 in questo caso quindi la settima successiva sarà 1+0. La data presunta del parto cade in corrispondenza della 40+0 ossia 280 giorni dal primo giorno del ciclo mestruale, questo perché è molto difficile calcolare, qualora questo sia avvenuto in maniera naturale, la data esatta del concepimento. In ogni caso questa data è appunto definita presunta perché il parto può Avvenire in qualsiasi momento per motivi più o meno diversi e indubbiamente personali e legati ad ogni singola gravidanza. In media il margine d’errore su questo calcolo è di 15 giorni, e inoltre esami durante la gestazione possono, a seconda dei parametri anticipare o posticipare questa data, senza però averne mai la certezza, perché come diceva mia nonna “i bambini nascono quando lo decidono loro, noi possiamo solo aspettare.”

Quali sono e cosa avviene nelle sue fasi?


Le fasi vere e proprie del parto sono quattro
• fase prodromica
• fase dilatante
• fase espulsiva *
• secondamento*
*Quest’ultime due sono considerate la vera fase attiva del travaglio

Fase Prodromica

La fase prodromica è quella che spesso fa dire alle mamme di aver vissuto parti dalla durata (scusate l’ironia) centenaria.
Infatti è in questa fase, che spesso inizia una o due giorni prima del parto ,che iniziano i primi veri malesseri, lo stimolo ad urinare è sempre più frequente, ed è spesso in questa fase che si perde il Tappo mucoso, inffatti il feto incunea la testa nel canale uterino a volte però che questo accade non sempre viene recepito . Le contrazioni di Braxton-Hicxs si intensificano e si trasformano in contrazioni prodromiche per l’appunto.
Le contrazioni prodromiche che si sperimentano durante il travaglio, invece, sono decisamente più dolorose, si ripetono a intervalli sempre più regolari (ogni 2-6 minuti) e durano dai 30 ai 60 secondi. Quest’ultime aumentano progressivamente d’intensità, divenendo sempre più dolorose e non si attenuano cambiando posizione o camminando. Il dolore si manifesta nella zona dell’addome estendendosi, poi all’area lombare, irradiandosi fino ai fianchi, alle cosce e al pube.
in questa fase inizia la trasformazione del collo dell’utero (rammollimento, accorciamento e dilatazione fino a 4 cm) che precede la fase dilatante. Se dovessimo fare un esempio pratico prendete una pera e mettetela a testa in giù, la parte più lunga è il vostro collo dell’utero, ora schiacciate la pera sino a che diventa sferica, come un pompelmo. Bene, ora che il vostro collo è appianato passiamo alla fase successiva.

Fase Dilatatante

Il travaglio ha ora inizio, le contrazioni si fanno regolari iniano con una frequenza di una ogni 5 minuti per una durata di circa 60 secondi in contemporanea avviene  la dilatazione della cervice uterina, che passa dai 3 centimetri all’inizio della fase attiva fino ad arrivare ai 10 centimetri che, segnano anche l’inizio della fase espulsiva. la fase attiva ha una durata variabile statisticamente può durare dalle 2 sino a diverse ore: una volta raggiunti i 3-4 centimetri di dilatazione, da questo momento si può salvo indicazione medica differente  ricorrere all’anestesia epidurale, il cui unico scopo è quello di ridurre  il dolore delle contrazioni  ma non di eliminarle totalmente, in quanto indispensabili per il passaggio del neonato nel canale della cervice. stabilito finalmente l’inizio effettivo  del travaglio si procede nella progressione  mediante il monitoraggio costante di madre e bambino mediante monitoraggio cardiotografico noto come ” tracciato”. In questa precisa fase le contrazioni saranno sempre più intense e più ravvicinate. Oramai, l’imminente nascita è alle porte.  e le membrane quando si rompono? anche queste sono una vera e propria incognita, ma di solito è durante il travglio che accade. In buona sostanza cosa è accaduto ora? vi ricordate il nostro pompelmo? lentamente centimetro per cenrimetro, apritelo per metà, quando sarà perfettamente a metà, avrete raggiunto i 10 cm di dilatazione. Ora, si spinge!

Fase Espulsiva

Siamo quasi alla fine del nostro viaggio chiamato gravidanza, questo è lo sprint finale, tutte le energie e sinergie ora si uniscono per raggiungere l’obbiettivo più importante che ogni donna che sta attraversando un travaglio vuole raggiungere: far nascere il proprio bimbo. Madre natura, ha quindi previsto una sorta di pausa, nel quale seppur il bimbo continua la sua discesa verso la luce, la madre e il suo corpo ritrovano un po di respiro, pace e fa il punto della situazione. Si chiama esattamente Latenza. E’ un pò come quello che accade in formula 1, la fase della latenza è esattamente il momento in cui il pilota sta osseravndo il semaforo, i motori rombano, tutto è pronto per quella che sarà la gara più spettacolare che si sia mai vista, in quel preciso istante  tutti aspettano il verde. il tempo scorre come rallentato, esattamente come nella formula 1 abbiamo avuto il nostro passaggio concitato ai box e ci siamo scaldati per arrivare qui, siamo alla griglia di partenza ed eccola la nostra bandiera a scacchi sventola…3..2..1..che la corsa alla vita abbia inizio.
La donna avverte la senzazione di spingere, essendo interessato il perineo lo stimolo è proprio quello di evaquare. anche qui si apre un discorso complesso e articolato, come le posizioni del parto, la respirazione e molto altro che può essere di supporto in questa ultima delicatissima fase, l’importante è che in sala parto si abbia sempre bene in chiaro un concetto, è la donna che deve partorire e qualsiasi posizione, o altra cosa le passi per la mente che la aiuti a spingere ed entrare in contatto con il bambino, va assecondato, la sua mente deve essere libera da ingombri e ostacoli. Le spinte e l’istinto e la forza di farlo arriveranno una dopo l’altra, sempre di più sino a quando finalmente darete quella spinta che permetterà al piccolo di far uscire la testa. Il piccolo nasce con la faccia rivolta verso la vostra schiena, in questo momento compirà un ultima veloce rotazione, la prossima spinta SARà ‘ultima, la decisiva, quella che decreterà la nascita del vostro bambino, da quella spinta in poi sarete ancora uniti attraverso  il cordone ma mentre uno si taglia, un nuovo filo invisibile vi legherà per l’eternità.

Secondamento

Questa fase, trovo sia spesso sottovaluta, tutti pensano che il parto finisca esattaemte con quella spinta che darà alla luce il piccolo, invece, dopo circa un quarto d’ora, la donna avverte delle nuove contrazioni e spinte ed espelle la placenta dall’utero con tutti gli annessi e l’utero si contrae sino a formare un globo, una sfera, che bloccano le emorragie uterine. a volte questo processo non avviene del tutto in maniera completa e quindi si richiede un intrvento da parte dello staff medico. il secondamento è la fase più delicata per la vita della madre e spesso anche la più difficile. perchè se pur per brevi che siano quelle nuove contrazioni, non sempre sono facili da affrontare e rivivere.
finalmete la vita è arrivata tra le nostre braccia, la gravidanza è terminata, ci hanno dato il nostro bambino tra le braccia, lavato pulito pesato e misurato..ma nella fretta e nella felicità, da sempre qualcuno butta via le istruzioni del nostro bambino. Abbiamo quindi bisogno di una guidabambino!


Nella fase preparto i sintomi di varia natura del tutto fisiologici fanno correre in ospedale inutilmente molte future mamme, poiché spesso, i sintomi di questa fase sono scambiati erroneamente per il principio del travaglio. In realtà sono gli ultimi preparativi del piccolo prima di giungere finalmente alla vita nel mondo esterno . Uno fra tutti sono le: contrazioni di Braxton-Hicks

Cosa sono le contrazioni di Braxton-Hicks?

Le contrazioni di Braxton Hicks o falsi dolori del travaglio non sono altro che degli spasmi addominali, simili alle doglie, che compaiono solitamente nell’ultimo trimestre e sono appunto spasmi addominali, molto somiglianti alle doglie da travaglio, ma che di fatto non lo sono. Durante una di queste accade quindi che ,le fibre dei tessuti muscolari dell’utero si contraggono ripetutamente, il dolore è sì intenso ma, non così forte come invece sono le doglie da parto e, soprattutto non portano a nessuna dilatazione. Le contrazioni sono pertanto innocue, ma è bene riconoscerle ed essere consapevoli della loro esistenza, al fine di evitare inutili allarmismi e preoccupazioni. Sono delle vere e proprie contrazioni di prova . Sono un normalissimo fenomeno del tutto fisiologico.
Le contrazioni di Braxton Hicks vengono spesso equiparate ai crampi mestruali : moltissime donne dichiara infatti di provare un’analoga tensione a livello uterino come per il ciclo, in associazione ad altri sintomi di lieve entità, come i dolori lombari e indurimento del ventre materno.

Perché vengono le contrazioni di Braxton Hicks ?

Le contrazioni di Braxton-Hicks compaiono spontaneamente e il loro scopo è di preparare l’utero all’imminente parto e quindi alla nascita del bambino; vengono stimolate facilmente, poi, come risposta a movimenti fetali, urti, pressioni, stimolazione sessuale, disidratazione elevata, stanchezza.
La differenza sostanziale con le doglie oltre all’intensità è data dalla loro irregolarità e durata. Le contrazioni di braxton hicks durano circa 30 secondi, nel corso dei quali la pancia diventa dura e resta contratta per alcuni secondi; poi, tutto torna alla normalità. Questi spasmi compaiono a intervalli irregolari e, generalmente, non sono ravvicinati tra loro (in alcuni casi, però, possono presentarsi anche ad intervalli di 5-10 minuti) e possono cessare all’improvviso.
Durante la gravidanza, non tutte le donne sperimentano questi spasmi che vengono indotti dall’ormone ossitocina allo scopo di rafforzare i muscoli uterini e favorire il flusso sanguigno verso la placenta. Sotto certi punti di vista sono da considerare come un vero e proprio ausilio alla futura mamma nella preparazione alla nascita del bambino. Anche a causa della vescica troppo piena e, dopo un rapporto sessuale oppure per via di un’eccessiva disidratazione si possono avere queste manifestazioni. A differenza delle contrazioni da travaglio che precedono il parto come accennato prima,, quelle di Braxton Hicks non provocano l’accorciamento e la dilatazione del collo dell’utero.
Le donne che avvertono queste contrazioni non devono quindi avere dubbi o spaventarsi, tranne che nei casi in cu oltrei a queste si avverano dei forti dolori addominali, emorragie, si presentano perdite ingenti di liquidi o altri sintomi non trascurabili. In tutti questi casi è bene rivolgersi al proprio medico oppure al più vicino pronto soccorso.
Se la gravidanza ha un periodo di durata inferiore alle 37 settimane e si presentano contrazioni tipiche di fine gestazione, oppure i movimenti del piccolo si riducono (meno di 10 movimenti in due ore) è fondamentale ricorrere a un medico.
Per alleviare il disturbo provocato dalle contrazioni di Braxton Hicks, si possono attuare diversi accorgimenti, come:

  1. Camminare e cambiare posizione;
  2. Riposare, sdraiandosi su un lato;
  3. Provare a rilassarsi con un bel massaggio o una bevanda calda;
  4. Fare un bagno con acqua tiepida;
  5. Cercare di rimanere calma, controllando la respirazione;
  6. Bere

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Dopo una lunga, ma necessaria premessa, si arriva finalmente alla conclusione di questo nostro piccolo viaggio alla vita.

Come nasce dunque un bambino?

Tra noi e il nostro bambino, ci separano gli ultimi fondamentali momenti ossia le fasi quattro fasi del travaglio.
La domande che tutte ci poniamo sono tante una fra tutte è “ma quanto dura il travaglio?”
La vera risposta è che ogni parto, ogni donna è differente, ogni bambino lo è. Ci sono , numeri, statistiche, e leggende popolari, studi che parlano addirittura di una sorta di ereditarietà tra madre e figlia passando attraverso la nonna e tutte le donne della discendenza materna, dove si è notato esistere una sorta di continuità nella durata e nello svolgimento del parto stesso. oggi non è questo di cui ci occupiamo. Ci sono poi, sicuramente dei fattori che aiutano a rendere il parto un esperienza ancora più magica, e che permettono alla futura mamma di entrare in maggior contatto con il bimbo che sta per nascere. Strumenti che, se ben usati permettono di facilitare il corso degli eventi , come la parto analgesia, il training autogeno, il parto in acqua, le posizioni del travaglio e molto altro di cui parleremo in un altro articolo, ma resta di fondo una sola grande verità: il dono della Vita è, e resterà per sempre uno dei più grandi misteri del mondo .